Sacro & Pop”: la Madonna dell’ulivo del Barabino in mostra al Museo Diocesano

Mercoledì 19 novembre alle 17.30 il Museo Diocesano inaugura la mostra “Sacro & Pop. La ‘Quasi oliva speciosa in campis’ di Nicolò Barabino”, dedicata alla celebre Madonna con bambino del pittore sampierdarenese. L’esposizione, aperta al pubblico dal 20 novembre 2025 al 23 febbraio 2026, racconta la fortuna artistica e “popolare” dell’opera, tra culto domestico, riproduzioni di massa e strategie visive ante litteram

Mercoledì 19 novembre alle 17.30 il Museo Diocesano di Genova inaugura la mostra “Sacro & Pop. La ‘Quasi oliva speciosa in campis’ di Nicolò Barabino”, un percorso espositivo che riporta al centro dell’attenzione uno dei capolavori più emblematici e mediaticamente noti del pittore genovese (1832-1891). L’esposizione sarà aperta al pubblico da giovedì 20 novembre 2025 a domenica 23 febbraio 2026.
Quasi oliva speciosa in campis è l’opera che meglio sintetizza la pittura di Barabino: una intensa Madonna con bambino eseguita originariamente per la chiesa di Santa Maria della Cella a Sampierdarena, città natale dell’artista. Presentato all’Esposizione Nazionale di Venezia del 1887, il dipinto venne notato dalla regina Margherita di Savoia, che lo acquistò per la propria collezione: prima il trasferimento al Castello di Racconigi, poi la collocazione nella camera da letto della sovrana alla Villa Reale di Monza.
Quella scelta regale lascia Sampierdarena priva del suo quadro: Barabino è quindi chiamato a realizzare una replica per la chiesa d’origine, introducendo però varianti significative. Tra queste, la sostituzione delle arance simboliche con ricche fŕonde d’ulivo, da cui deriva la definizione popolare di Madonna dell’ulivo con cui l’opera è tuttora conosciuta e amata.
Grazie alla straordinaria capacità dell’artista di dare una veste colta e classicamente impostata a un’immagine immediata e accattivante, le due versioni principali della pala diventano presto il centro di una vera e propria “divulgazione d’immagine”. Prima la fotografia, poi le riproduzioni su oggetti di uso domestico fanno della Madonna di Barabino una figura diffusissima: copie di dilettanti, disegni, stampe, immaginette, finti arazzi e stendardi, sbalzi metallici, statuine in maiolica policroma, tra cui quelle della celebre manifattura Minghetti di Bologna.
È una produzione di oggettistica di consumo che, pur restando legata alla devozione, anticipa meccanismi e strategie mediatiche e commerciali “pop” tipiche dell’epoca contemporanea: il sacro entra nelle case, si moltiplica, si lascia toccare e guardare ogni giorno.
La mostra, a cura di Lilli Ghio, Paola Martini, Caterina Olcese e Sergio Rebora, si propone dunque di raccontare la doppia vita dell’opera: da un lato il capolavoro di un grande protagonista della pittura sacra ottocentesca, dall’altro l’immagine che, replicata e reinterpretata, diventa icona familiare e trasversale, ponte tra arte alta e culto quotidiano.
Informazioni e orari
Date di apertura:
dal 20 novembre 2025 al 23 febbraio 2026
Orari di visita:
- Lunedì: 10:00 – 13:00 / 14:00 – 18:00
- Martedì: chiuso
- Mercoledì – Domenica: 14:00 – 18:00
Contatti:
Telefono: 010 2475127
Email: info@museodiocesanogenova.it
Sito: www.museodiocesanogenova.it
Promo biglietti
Conservando il biglietto della prima mostra visitata (esclusa l’Accademia Ligustica, gratuita) si ha diritto a uno sconto sui biglietti delle altre mostre della rassegna, incentivando così un percorso di visita diffuso tra le diverse sedi espositive coinvolte.
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